Previous Posts
-
Sep 18, 2009
No CommentsRESPECT
BASTA CON LE POLEMICHE INUTILI.
DIAMOGLI SOLO IL NOSTRO RISPETTO.

DOVE L'ARIA E' POLVERE
L. Pausini
Cronaca del giorno in cui
L´aquila volò
Su confini dove l´aria è polvere
Storia di un bambino che
Quell´aquila incontrò
E tese le sue braccia
A chi le braccia gli rubò
Ed un soldato raccontò
Di come il cielo si oscurò
E In terra pianse lacrime
Urlando ruggine
Ma che cosè la libertà?
E che significato ha?
Non si può credere a una bandiera se
E´ il sangue a vincere
L´aquila non dorme mai
Sacrifica i suoi eroi
Mette in mostra le sue stelle e suoi trofei
il bambino è orfano di casa e di poesia
Per l´indifferenza che
La guerra ha dentro se
Ed un soldato raccontò
Di come il tempo si fermò
La terra pianse lacrime
D´aceto e grandine
Ma che cosè la verità
E che significato ha?
Non si può credere a una bandiera se
E´ il sangue a vincere
Ma che cos´è la libertà ?
E che significato ha
è il sole che non sorge mai?
è il buio addosso a noi?
Ed un soldato raccontò
Di come il cielo si oscurò
Di come a vincere c´è una bandiera che
Ha il sangue dentro se
dentro se… dimmi che cos´è la libertà… cos´è?
-
Sep 11, 2009
No Comments
-
Jul 30, 2009
No Comments
-
Jul 15, 2009
No CommentsSperanza e… aghi – parte2
Come volevasi dimostrare…
L'ago è già tornato su "down"…
Se becco quella merda che mi ha messo il malocchio
lo/la faccio nero/nera di botte!!!
SHIT! SHIT! SHIT!
-
Jul 15, 2009
No CommentsSperanza e … aghi.
E' incredibile come un piccolo accadimento possa cambiare la giornata.
Quando si è moralmente a terra, a volte, basta davvero poco per sentirsi di nuovo invincibili, per ritrovare un briciolo di speranza, un po' di positività.
E' questione di un attimo e, come accade all'ago di un elettrocardiogramma, ti ritrovi "su"…
Beh, spero proprio che "l'ago della mia vita" – dopo tanti patimenti – si blocchi in questo preciso istante e che rimanga fermo immobile su "UP".

-
Jul 06, 2009
No Comments“Voi donne ed il vostro sporco senso del dovere!”
Alessandro avevi ragione!!! Quando, ormai 15 anni fa, ci rimproveravi perché noi ragazze eravamo più propense al DOVERE che al SOLLAZZO avevi ragione!!! "Voi donne ed il vostro sporco senso del dovere" ci dicevi sempre!!!!
Chissà, forse, se all'epoca ti avessi dato retta, non mi troverei nella situazione in cui sento di trovarmi ora.
Mi sento letteralmente schiacciata dalle responsabilità che il lavoro mi procura; non trovo più un senso in quello che faccio; la mattina quando arrivo in prossimità dell'ufficio mi prende l'ansia… l'ansia quella vera: vertigini, nausea… tanta voglia di fare inversione di marcia e tornamene a casa. E mi ripeto, almeno mille volte al giorno, "ma se avessi fatto la parrucchiera o la maestra o l'assistente sociale o la poliziotta… quanto meglio sarebbe stato!!"
Quello che faccio non mi piace più ( a dire la verità non mi è mai piaciuto … ma ora proprio non lo sopporto più!!!).
Invidio da morire quelle persone che riescono a "staccare la spina" dal lavoro; quelle che hanno voglia di pensare ad organizzare un viaggietto per il fine di settimana. Invidio quelle persone che riescono a farsi due sane risate nel posto di lavoro. Invidio quelle persone che sono fiere del loro lavoro. Io invece no; da troppi anni il mio pensiero è sempre, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, proiettato sui casini dell'azienda, il mio umore è costantemente condizionato dal lavoro… anche di notte mi sveglio e inizio a pensare al lavoro e non dormo più… IO NON SONO NORMALE!
Sono talmente tanto stanca che arrivo a pensare che tutte le scelte che ho fatto in passato e che mi hanno portato fino a qui sono state scelte sbagliate. Non passa giorno senza che mi sfiori l'idea di alzarmi ed andarmene lasciando nella merda quel terrorista psicologico per cui lavoro. E, tanto per rincarare la dose, mio marito, invece che cercare di rassicurarmi, di consolarmi e di tenermi su di morale mi "tormenta" - sicuramente in buona fede – facendomi presente che "il periodo è quello che è" – "che c'è la crisi" – "che devo cercare di portare pazienza"… Ragazzo mio la pazienza l'ho esaurita da mo'…
Ho bisogno di cambiare molte cose ma non so davvero da che parte iniziare, non riesco a vedere la luce in fondo al tunnel… E, a volte, mi capita di andare a letto la sera con la speranza di non risvegliarmi più.
Tempo fa un amico mi ha fatto una domanda per la quale non voleva avere la risposta, voleva solo che io ci pensassi … mi ha scritto "Sei felice?" Beh, ora ti rispondo, amico mio "NO".
-
Jul 03, 2009
No CommentsE un bel giorno ti accorgi di …
… avere qualche capello bianco!!!
E, per di più, 'sti infami sono cresciuti proprio al CENTRO DELLA FRANGIA!
Ma si può avere la frangia spaccata al centro dai capelli bianchi??!!??

SONO VECCHIAAAAAAAA DECREPITAAAAAAA!!!!
-
Jun 30, 2009
No CommentsLa giacca.
Erano già passati due mesi da quando Matteo aveva lasciato Stella.
In un certo senso la fine della loro storia le aveva fatto bene: un nuovo taglio di CAPELLI, nuovi amici e tanta tanta serenità. Aveva buttato nella spazzatura tutte le loro FOTO perchè vederle non le procurava più alcun tipo di emozione.
Sembrava aver finalmente realizzato l'impresa più impossibile: vivere senza Matteo. Era al settimo cielo … neanche avesse scoperto la formula matematica per determinare la quadratura del CERCHIO!!!!.
Ogni tanto lo incrociava per strada, mentre sfrecciava con la sua nuova AUTO sportiva accompagnato ogni volta da una ragazza diversa. Non era più gelosa di lui. Matteo non era più il centro del suo mondo. L'unica cosa che riusciva a pensare quando lo rivedeva era "Devo ricordarmi di restituirgli la GIACCA".
Era successo più o meno quello che capita subito dopo Natale quando si disfa l'albero e, quello che prima era "L'ALBERO DI NATALE", una volta tolte decorazioni e luci torna ad essere un semplice comunissimo ABETE come ce ne sono migliaia al mondo.
-
Jun 26, 2009
No Comments6per105… Tutto si sistema!
Avevano appuntamento molto presto quella mattina. La SPIAGGIA era ancora deserta quando Stella si sedette sulla sabbia ad aspettarlo.
Era nervosa.
Il biglietto che lui le aveva passato di nascosto la sera prima era ancora in borsa. Sul retro dello scontrino del pub, con quella vecchia STILOGRAFICA che FUNZIONA una volta su tre, Matteo aveva scritto "Domani mattina 7:30 Qui di fronte. Importante."
…Telegrafico!
Era assorta nei suoi pensieri, Stella, mentre la radio del bar della spiaggia suonava quella vecchia canzone … "datemi un MARTELLO. Che cosa ne vuoi fare? Lo voglio dare in testa … a chi non mi và…" . Avrebbe avuto proprio bisogno di un martello in quel momento!!!
Si sentì chiamare. Si voltò. Era Matteo. Ai suoi piedi aveva uno scatolone chiuso con del nastro adesivo ed una di quelle gabbiette che servono per trasportare gli animali.
"Qui c'è la tua roba e là – indicando la gabbietta – c'è il tuo GATTO. Addio>> Non aggiunse altro, si voltò e se ne andò.
L'atteggiamento di Matteo l'aveva infastidita e allo stesso tempo l'aveva lasciata di stucco. Solo tre giorni prima, dopo l'ennesimo litigio, lui l'aveva abbracciata dicendo "Piccola, vedrai ….tutto si SISTEMA."
-
Jun 26, 2009
No Comments




